I Baicoli

i famosi biscotti Veneziani

I Baicoli

La famiglia Colussi inizia a sfornare i baicoli già alla fine del 1800, quando si trasferisce a Venezia per aprire una panetteria: gli affari vanno bene e i Colussi iniziano a produrre anche i famosi biscottini della tradizione veneziana.

Giuseppe Boerio nel suo “Dizionario del dialetto veneziano” pubblicato nel 1856 così li descriveva: “Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata, che s’inzuppa nel caffè o simili bevande. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli”. Questi biscottini tipici di Venezia non mancavano mai tra le provviste delle navi battenti la bandiera di S. Marco, perché oltre ad essere buoni, se conservati in scatole di latta, potevano mantenere la loro fragranza per lunghi periodi.

La loro preparazione richiede una lunga e complessa lavorazione e, oltre che col caffè, i baicoli per tradizione s’accompagnano meravigliosamente con lo zabaione, ottimi utilizzati come “cucchiaini” per la panna montata o intinti nella cioccolata calda, oppure serviti in accoppiata a vini dolci o liquorosi.

Anche oggi su tutte le scatole di latta dei Baicoli Colussi, spesso a fondo giallo come vuole la tradizione veneziana, si possono leggere questi versi “No gh’è a sto mondo, no, più bel biscotto, più fin, più dolce, più lisiero e san per mogiar nela cìcara o nel goto del Baicolo nostro Veneziàn” che tradotto significa “Non c'è a questo mondo, no, più bel biscotto, più sottile, più dolce, più leggero e sano da intingere nella tazzina o nel bicchiere del baicolo nostro veneziano”.

Negli anni Colussi ha rinnovato la sua offerta creando prodotti innovativi, ma dopo 100 anni rimane ancora legata alle ricette tradizionali che gli hanno permesso di ritagliarsi un posto privilegiato nel cuore degli italiani.